Codigoro e dintorni

Codigoro è oggi un Comune di circa 13mila abitanti. Il patrono della città è San Martino di Tours.

Suggestiva e tipica “città di fiume” attraversata dal Po di Volano, il capoluogo è nato lungo le sponde del fiume in epoca antichissima, quale porto fluviale di grande rilievo per i traffici tra Spina e Adria in età etrusca.

Chiamata Cornua Olani e Caput Gauri in epoca romana e altomedioevale, dopo le guerre gotiche (VI secolo d.C.) ospita i primi monaci fondatori di Pomposa, il centro religioso che diventerà la prima abbazia benedettina in Italia con il santo abate Guido degli Strambiati, agli inizi del 1000.

Diventata capitale dell'”Insula Pomposiana”, una vasta parte del delta del Po, Codigoro si erge a comune con propri statuti fin dal 1295.

Grande porto fluviale, con numerosi cantieri navali (“squeri”) che producevano e riparavano navi (“marziliane”) anche per la Marineria di Venezia, Codigoro commerciava lungo le vie marittime con tutti i centri dell’alto Adriatico, compresi quelli della sponda istriana e dalmata.

Indicata nelle carte seicentesche con il nome di “Co di Goro” o “Capo di Goro”, diventa il centro dei primi tentativi di bonifica già in epoca estense, di cui rimangono tuttora le tracce.

Diede i natali a numerosi artisti e miniatori alla corte estense, come Ludovico Lana (1597-1646) e religiosi come Guido, monaco e musico di Pomposa detto “d’Arezzo” (990ca-1050ca) e Mons. Alfonso IV Pandolfi (1588-1648) il Vescovo codigorese di Comacchio al quale si devono le opere più preziose e tuttora più ammirate: lo scavo del canale Pallotta, il Tre-Ponti e il loggiato di 142 archi che unisce Comacchio al santuario di S. Maria in Aula Regia, prima raggiungibile solo in barca.

A Codigoro la bonifica ha risultati fruttuosi solo a partire dal 1872 con la costruzione del più grande impianto idrovoro d’Europa che ha prosciugato decine di migliaia di ettari di terreni, oggi messi a coltura, a parte le valli di Porticino e Caneviè.

Luogo dove lo scrittore Giorgio Bassani ha ambientato il suo unico romanzo “fuori le mura” di Ferrara,”L’airone” e dove sono stati realizzati numerosi film del neorealismo tra i quali “La donna del fiume” e “Un ettaro di cielo”, Codigoro è oggi la “Città degli aironi” per la presenza di una delle più consistenti, in Italia, colonie di ardeidi nell’area dismessa dello zuccherificio Eridania.

Lungo il fiume, da Codigoro al mare, sono presenti numerosi attracchi per la navigazione fluviale, favorita oggi dalla realizzazione di due nuovi modernissimi ponti. Inoltre, lungo la sponda del fiume vi è una pista ciclabile che consente la vista di uno straordinario ambiente fluviale e vallivo da Codigoro a Lido di Volano, il contatto diretto con la natura e l’esercizio del birdwatching.

Che cosa c’è da visitare?
l’Abbazia di Pomposa
il Parco del Delta del Po
la Garzaia di Codigoro
la Torre della Finanza
il Palazzo del Vescovo
le valli di Volano
l’impianto idrovoro
il monumento allo Scariolante
la foce del Po di Volano
il Boschetto Spada
la chiesa di San Martino e il Compianto del 16. sec.

Itinerari storico-culturali e naturalistico-ambientali:
itinerario bassaniano
itinerario della bonifica
itinerari naturalistici nel delta del Po
itinerario pomposiano
itinerari enogastronomici

Link utili:
www.pomposa.info
Sito del Comune di Codigoro – sezione Turismo

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